Antica Fornace di Patti, l'assessore alla cultura Messina ha incontrato le Consulte per decidere iniziative

Finalmente l'assessore alla cultura del Comune di Patti, Cesare Messina, ha incontrato, dopo averne accolto giorni prima la richiesta, esponenti del Coordinamento delle Consulte territoriali pattesi per definire quali iniziative intraprendere a proposito dell'Antica Fornace di Patti Marina, interessata da un crollo di un muro avvenuto il 14 gennaio scorso. La riunione si è svolta on-line nella mattinata di mercoledi 10 febbraio.

L'interesse verso la fornace di Patti Marina da parte delle Consulte, che, pur essendo di proprietà di un privato, è vincolata dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA di Messina già dal 1985, nasce dalla consapevolezza che essa riveste una notevole rilevanza storica e di memoria per l’importanza che l’industria delle ceramiche ebbe nei secoli passati a Patti. Il recente crollo da cui è stata interessata dimostra la necessità di un urgente intervento.

Ed è per questo motivo che il Coordinamento delle Consulte ritiene che l’Amministrazione Comunale, in accordo con la Regione, che ha richiesto il sopralluogo dei giorni scorsi da parte della Soprintendenza, debba intervenire senza tentennamenti, considerato lo stato di avanzato degrado in cui versa la fornace.

Il Coordinamento ha condiviso la posizione di chi, tra associazioni - in primis Italia Nostra - e cittadini richiede che l'edificio venga acquisito al Patrimonio Pubblico, per realizzare successivamente recupero e fruizione; per questo l’Amministrazione Comunale, facendosi interprete del sentimento diffuso e condiviso della città, e la Regione, devono farsi attore per salvaguardare questa importante memoria storica della Città.

Se queste sono state le premesse che hanno motivato le Consulte a chiedere un incontro all'assessore Cesare Messina, durante lo stesso è emerso da parte dell’Amministrazione Comunale certamente la volontà a voler salvaguardare il bene mediante l’acquisizione dello stesso al pubblico patrimonio, per poterlo successivamente restaurare e renderlo fruibile come contenitore culturale/spazio museale, ma versando l'ente civico in condizioni finanziarie critiche, veniva espresso dall'assessore l’auspicio che sia la Regione a farsene carico.

Difronte all'incapacità di spesa, il Coordinamento delle Consulte ha ottenuto dall'assessore l'impegno verso le uniche attività che in questa delicata fase congenturale il Comune potrebbe svolgere:  stretta sorveglianza sui lavori di messa in sicurezza, intimati al proprietario della fornace dopo il crollo del muro, in modo che il bene venga salvaguardato e non venga pregiudicato possibile riutilizzo dei materiali crollati; attivare le procedure affinché gli uffici preposti possano effettuare una valutazione economica dell’impegno finanziario necessario per l’acquisizione del bene. L’assessore Messina, da parte sua, ha inoltre informato il Coordinamento che a breve si dovrebbe conoscere la relazione sullo stato del bene fatta dalla Soprintendenza di Messina dopo il sopralluogo sul posto. 

Da quel poco che è trapelato, si sa che 'Dall'indagine effettuata questa mattina (il 22 gennaio è avvenuto il sopralluogo che non è stato sufficientemente comunicato agli organi di stampa) - ha affermato la Soprintendente di Messina, Mirella Vinci - abbiamo rilevato che il crollo ha inciso sull'area perimetrale mantenendo inalterato, seppur precario, lo stato della struttura produttiva della quale è possibile vedere ancora le due elevazioni interne'.

Adesso sarà interessante osservare come si muoverà la Regione Siciliana. Particolare pressing sull'assessore alla cultura lo sta facendo il presidio Nebrodi di Italia Nostra, che nel frattempo ha promosso una petizione on-line per la salvaguardia della Fornace raccogliendo migliaia di firme.

Perchè se è vero che si immagina in modo positivo il recupero della Fornace in chiave di museo della ceramica pattese, come memoria di archeologia industriale della cittadina e magari luogo per svolgere dei laboratori didattici sulla produzione della ceramica, aspetti che renderebbero attrattivo l'edificio anche per il turismo, lo scenario attuale invece è quello di un immobile di proprietà di un privato che per incuria o incapacità economica non riesce a mantenerlo in condizioni decorose. Cosa fare, dunque? 

Italia Nostra non ha dubbi: la Regione Siciliana in virtù della Carta Regionale dei luoghi dell’identità e della Memoria deve acquistarla, e se l'attuale proprietario non vorrà venderla, arrivare all'esproprio.

L’Associazione, in una lettera all'assessorato alla cultura della Regione Siciliana chiede che il manufatto sia particolarmente tutelato perchè considera la Fornace un luogo rientrante a pieno titolo tra quelli tutelati dalla Carta Regionale dei luoghi dell’identità e della Memoria perchè  rientrante tra “i luoghi storici del lavoro costituiti dagli spazi fisici connessi alle tappe più significative della storia del lavoro in Sicilia”.

Il presidio dei Nebrodi di Italia Nostra ritiene che l’Amministrazione regionale, se sussistono  motivi ostativi alla vendita dell’immobile al Comune o alla Regione da parte del proprietario, si possa anche utilizzare la procedura dell’esproprio, procedura di cui ci si potrebbe avvalere, come dichiarato pubblicamente dallo stesso Sindaco di Patti, per una causa di interesse pubblico, in considerazione del valore identitario del sito e del degrado in cui si trova l’immobile attualmente, così come è avvenuto in precedenza per altri beni culturali quali l’esproprio da parte della regione, della Tonnara di Panagia, a Siracusa, negli anni Ottanta.

La petizione di Italia Nostra ha ottenuto un successo straordinario di consensi non solo a Patti e nel comprensorio ma in tutto il territorio nazionale.

Le firme raccolte ad oggi con la petizione sono state inviate all’Assessore Regionale ai Beni Culturali per chiedere con più forza l’acquisto e il recupero definitivo della Fornace. 

A sostegno della petizione si sono schierati  storici, studiosi delle tradizioni popolari, cultori locali, abitanti del luogo e pattesi residenti altrove, ma anche semplici cittadini siciliani e di varie parti d’Italia, sensibili al tema della salvaguardia dei beni culturali,  che non vogliono che vengano cancellate  gli ultimi segni di una memoria storica che, se non si interviene subito, rischia di scomparire per sempre. Un comitato spontaneo di cittadini si è costituito in queste settimane supportando le iniziative finalizzate al recupero e alla fruizione dell’antica Fornace.

11/02/2021 23:30:00 - Pubblicato da Telepatti.it
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