in arrivo l'assegno unico universale figli 2022: a chi spetta, requisiti, cosa prevede.

Assegno unico universale figli 2022: partirà dal prossimo marzo l’assegno unico universale e assorbirà gli assegni per il nucleo familiare e gli assegni familiari; le detrazioni per figli a carico; l'assegno dei Comuni per nuclei con almeno 3 figli minori; il premio alla nascita e il Bonus bebè. Rimane escluso il bonus asilo nido. A confermare i requisiti per accedere all'assegno unico è il presidente Inps, Pasquale Tridico in una audizione alla Camera.

'Assegno unico perché finalizzato alla semplificazione e al potenziamento degli interventi a sostegno della genitorialità e natalità e universale perché garantisce una misura minima a tutte le famiglie con figli a carico residenti e domiciliate in Italia', così esordisce il presidente INPS spiegando nel dettaglio che per ciascun figlio minore è previsto un importo pari a 175 euro mensili per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro, mentre si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per i livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante. Per i figli maggiorenni fino al 21^ anno di età è previsto invece un importo mensile di 85 euro per un Isee fino a 15.000 euro, che andrà progressivamente a ridursi fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40.000 euro.

Sono previste inoltre anche alcune maggiorazioni per:

- ciascun figlio successivo al secondo;

- ciascun figlio disabile minorenne (maggiorazione differenziata per grado di disabilità);      

- ciascun figlio disabile maggiorenne fino a 21 anni (differenziata per grado di disabilità);  

- ciascun figlio disabile di età superiore ai 21 anni (differenziata per livello di Isee);

- ciascun figlio di madre di età inferiore a 21 anni (non differenziata per livello di Isee);

- ciascun figlio minore di un nucleo con entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro(differenziata per livello di Isee).

 

L'assegno unico conclude il presidente Tridico non concorre alla formazione del reddito complessivo ed è compatibile 'con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali e con il Reddito di Cittadinanza nei termini e secondo i vincoli indicati'.

 

La domanda per l’assegno unico potrà essere presentata a partire dal mese di gennaio 2022, e va reiterata di anno in anno, sulla base di un format semplificato limitando al massimo l’inserimento delle informazioni utili per procedere alla erogazione delle somme spettanti a partire dalla fine del mese di marzo 2022.  L’assegno sarà corrisposto dall’istituto nazionale di previdenza sociale al richiedente o, in pari misura, tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale.

In caso di affidamento esclusivo, in mancanza di accordo, l’assegno spetta al genitore affidatario.

Il nuovo assegno unico per i figli verrà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario oppure mediante bonifico domiciliato. Per i percettori del Reddito di Cittadinanza l’importo viene erogato con le stesse modalità del RdC.  L’assegno viene riconosciuto a partire  dal mese successivo a quello in cui viene presentata la domanda. Se la richiesta avviene entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo dello stesso anno.

Requisiti necessari per l’assegno sono:

essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un'attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.

Altri requisiti sono che il richiedente sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; sia residente e domiciliato in Italia; sia o sia stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale'.

14/12/2021 - Pubblicato da Mannelli Max
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