Stretto, la Capitaneria salva un naufrago sul materassino addormentatosi a Scilla.

Il mito di Scilla e Cariddi trova sempre nuove conferme. Poteva finire in tragedia la pennichella di un giovane di 28 anni che, addormentatosi sul materassino davanti ad una spiaggia di Scilla, è stato salvato nello Stretto di Messina,  dagli uomini della Guardia Costiera dopo essere stato trascinato a largo dalle temibili correnti, quelle che nell'antichità alimentarono il mito delle mostruose creature.

L'uomo si era appisolato sul materassino galleggiante a Scilla e si erano perse le sue tracce da sabato pomeriggio quando un amico ha avvertito la Capitaneria di Porto. Le ricerche hanno interessato tutto lo Stretto di Messina con mezzi marini ed elicotteri. Dopo oltre 9 ore, a notte fonda, il disperso è stato rintracciato in mare dalla motovedetta CP 801 aggrappato al materassino, quasi a Messina, a circa 2 miglia dalla costa antistatnte a Scilla e riportato al porto della stessa cittadina reggina, dove veniva affidato alle cure del personale medico del 118 e quindi ha potuto fare rientro nella sua abitazione. 

Viva soddisfazione dell’esito delle operazioni da parte del comandante della Capitaneria di Porto – Ams di Messina Capitano di Vascello (cp) Gianfranco Rebuffat, ringraziando tutti gli uomini che hanno preso parte alle operazioni di ricerca e soccorso. L’attivita’ risultava essere particolarmente difficile, in considerazione che il tutto e’ stato affrontato nelle ore notturne, permettendo al ragazzo di poter riabbracciare i propri cari, scossi per l’evolversi della situazione che ha avuto lieto fine.

19/08/2019 - Pubblicato da Telepatti.it
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