Raffineria di Milazzo, firmate le prescrizioni ambientali. I sindacati preoccupati per i posti di lavoro

A Milazzo aumenta la preoccupazione sul futuro della raffineria Eni. E' giunta la firma del decreto che conferma le prescrizioni imposte dalla conferenza dei servizi nazionale durante il riesame dell’Aia.

Si tratta della decisione, dopo il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, di stabilire la prescrizione del limite di 20 mg/Nm3 al camino (E10) dove avviene il recupero di zolfo.

“Un misura non prevista per nessun’altra raffineria – scrivono i sindacati - e non contemplata in nessuna normativa, e tra l’altro, non raggiungibile tecnicamente perché imposto proprio su un impianto di sostenibilità  ambientale che ha la funzione – e questo è il paradosso – di recuperare lo zolfo alla fine del processo di raffinazione, evitandone la dispersione nell’ambiente. Nonostante ciò quella prescrizione con la firma del decreto diverrà comunque obbligatoria e, poiché tecnicamente impraticabile, determinerà il fermo degli impianti e la conseguente chiusura del sito”.

Oggi è la Cisl ad intervenire sulla questione con una nota del suo segretario generale provinciale Antonino Alibrandi. 'Siamo preoccupati per il possibile blocco del ciclo produttivo. Il tempo degli allarmi, quelli che abbiamo lanciato con forza negli ultimi mesi, dei confronti come quello durante il consiglio comunale aperto a Milazzo, delle sollecitazioni istituzionali e politiche è, di fatto, terminato. Adesso bisogna agire rapidamente per fare comprendere che una decisione così drastica avrebbe ricadute disastrose su tutto il tessuto sociale ed economico della provincia di Messina. È necessario aprire immediatamente un confronto tra le parti sociali, la Raffineria, Confindustria ed i sindaci dei comuni interessati per capire quali saranno gli scenari immediati in termini di produzione e tenuta occupazionale ed aprire un fronte comune a tutela del territorio. È arrivato anche il momento che le deputazioni nazionali e regionali dicano con chiarezza se interverranno nei confronti del ministro affinché possa essere rivalutata questa decisione, magari strutturando un percorso reale che porti ad una transizione energetica senza alcuna perdita di occupazione. Non permetteremo a nessuno di creare condizioni di desertificazione industriale e perdita di posti di lavoro'.

Nella foto, Antonino Alibrandi, segr. gen. prov.le CISL

14/01/2022 - Pubblicato da Telepatti.it
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