Stretto, dopo imbarchi il ministro Lamorgese denuncia sindaco di Messina per vilipendio

E' tornata la quiete sullo Stretto di Messina dopo che è stato imbarcato ieri, mercoledi 25 marzo, su un traghetto della RFI l'ultima parte di autoveicoli fermi per 72 ore sul piazzale di Villa S. Giovanni.

E' stato un braccio di ferro tra istituzioni, dove di tutela della salute dei siciliani c'era forse poco, piuttosto è apparso che l'obiettivo principale fosse il garantirsi buona visibilità mediatica e consenso.

A contendersi la scena politica, i protagonisti sono stati i presidenti delle regioni Sicilia (Musumeci) e Calabria (Santelli), e i sindaci di Messina (De Luca) e Reggio Calabria (Falcomatà). Una specie di derby dello Stretto, giocato sulla pelle di lavoratori (anch'essi siciliani) che tentavano il rientro nelle loro case: è emerso che tutti fossero giunti sulla sponda calabra con giustificato motivo per stato di necessità, e lasciati passare durante il loro tragitto dalle forze di polizia durante dei controlli.

Ma come gestire quel centinaio di persone arrivate fin là, stanti le ordinanze regionali emanate dai 'governatori' di divieto di ingresso nel territorio, e con il nuovo DPCM che vieta l'abbandono del territorio comunale di domicilio? C'era chi voleva rimandarli indietro, c'era chi voleva farli stare in quarantena in hotel, chi a Reggio, chi a Messina. Gli uni contro gli altri, per evitare il pericolo di contagio per i propri cittadini (elettori), mentre lasciavano sotto le intemperie, alla fame e alla sete gli sventurati viaggiatori.

Capi politici molto agitati,  per accattivarsi le simpatie dei cittadini/elettori spaventati come non mai, hanno voluto giocare sulla paura dell'untore proveniente dal Nord, come se non fosse stata istituita la quarantena obbligatoria per tutti. Potevano restare accampati, in assembramento!,  lì sulla banchina?

Le testimonianze raccolte da diversi organi di stampa hanno riportato di tante storie diverse: della ventina di operai di Pozzallo, di ritorno dopo lo stop del lavoro nei cantieri navali in Francia e a Genova; dello studente universitario messinese fuori-sede a Napoli senza una casa dove stare, avendo sostenuto un ultimo esame e disdettato il contratto di affitto; dei tre musicisti di Marsala imbarcati su una nave di crociere dove svolgevano il lavoro di intrattenere i passeggeri durante gli spettacoli a bordo, sbarcati a Savona e di ritorno nella loro unica abitazione nel Lilibeo; del gruppo di lavoratori ultra-specializzati in trasferta a Taranto e di rientro nelle loro case a Siracusa e dintorni, dopo che l'azienda aveva chiuso il cantiere e cessata la locazione del loro alloggio. Fino al rientro della giocatrice di pallavolo Alice Barbagallo [foto a sinistra] (tesserata con il Cutrofiano Volley), messa in libertà dal suo club pugliese che milita in serie A/2 per la sospensione del campionato, e di ritorno a Siracusa dalla sua famiglia.

La causa scatenante è stata una presunta nuova ondata di lavoratori fuori-sede, di rientro in Sicilia dal Nord o dall'estero, potenziali propagatori di infezione da coronavirus, dopo che il governo aveva reso più stringente la misura di contenimento del contagio, proibendo la mobilità da un comune all'altro, e chiudendo tutte le attività non essenziali, causando quindi chiusura di aziende e messa in libertà di lavoratori, potenziali emigranti di ritorno nell'Isola bella e oggi anche matrigna.

Dopo una prima traversata, esagerata nella dimensione di arrivi dai media, e simboleggiata ad uso dei talk-show del pomeriggio come quella della 'Renault 4 degli hippy francesi' [foto a sinistra], si è scatenato il presenzialismo da Facebook prima del presidente siciliano Musumeci, poi del sindaco messinese De Luca e dopo del sindaco di Reggio Calabria Falcomatà e della presdente calabrese Santelli.

Sulla base dei dati forniti dalla compagnia di navigazione Caronte & Tourist (partiti da Villa San Giovanni verso la Sicilia 551 passeggeri), il Viminale precisa: 'Non rispondono al vero le accuse del presidente Musumeci secondo le quali sarebbe in atto un flusso incontrollato verso le coste siciliane, tant'è che, ieri, tutte le persone che hanno traghettato sono risultate legittimate a farlo'.

I toni sono trascesi ad arte, specie il sindaco di Messina, che ha minacciato di bloccare il porto, ha usato un lessico decisamente triviale, ma gli automobilisti in due soluzioni di imbarco, dopo diverse schermaglie tra le autorità calabresi, siciliane e l'intervento di esponenti del governo qualo il Ministro degli Interni Lamorgese, di quello dei Trasporti Micheli di quello degli Affari regionali Boccia, fino al presidente ANCI Decaro, hanno potuto raggiungere la sponda peloritana, dopo essere stati costretti a trascorrere anche 72 ore al freddo, senza cibo e acqua, in condizioni igieniche precarie.

Dopo i due giorni di battaglia politica sullo Stretto, il ministro degli interni Lamorgese  [foto a sinistra] ha segnalato all'autorità giudiziaria il comportamento del sindaco Cateno De Luca [foto a destra] 'perché censurabile sotto il profilo della violazione dell'articolo 290 del Codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate)'. La decisione, informa il Viminale, è stata assunta dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, 'a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell'immagine per l'intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari'. 'Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalereil senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione - spiega il Viminale - le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni ai media da parte del sindaco di Messina all'indirizzo del ministero dell'Interno, appaiono inaccettabili, e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini, alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti'.

Scontata, visto l'assist propagandistico, la reazione di De Luca, con la sfida in tribunale al ministro, la solidarietà di certi sindaci di comuni della provincia, e perfino quella del segretario della Lega Salvini, interessato ad una parte in commedia, e per la cronaca anch'egli già ministro degli interni.

 

 

 

26/03/2020 - Pubblicato da Telepatti.it
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