Taranto, con un concerto dedicato a Debussy gli Amici della Musica aprono alla città il Teatro Comunale

Con un concerto dalle forti tinte impessioniste, lunedi 14 gennaio gli Amici della Musica di Taranto 'Arcangelo Speranza' hanno fatto ingresso nel rinato Teatro Fusco, oggi di proprietà del Comune, di fatto aprendolo alla città, dopo l'inaugurazione ufficiale riservata ad un selezionato pubblico di invitati.

L'apertura del primo teatro comunale della città nella sua storia è stato un evento molto atteso e molto travagliato.

Introducendo il concerto, il presidente degli Amici della Musica, Paolo Ruta, ha brevemente riassunto le dinamiche storiche che hanno portato alla sua apertura e quanto nella lunga storia quasi centenaria questo sodalizio abbia contribuito alla sua incubazione, con un progetto ideato negli anni '30 dall'architetto Arcangelo Speranza, tra i soci fondatori e poi carismatico presidente della società di concerti.

Per l'occasione dell'avvio delle attività musicali in questo teatro, l'Associazione ha commissionato ad un giovane compositore tarantino, molto apprezzato e promettente, il M° Nadir Garofalo, un brano che potesse essere importante per sottolineare il punto di arrivo di un cammino intrapreso moltissimi anni orsono.
L'ispirazione che ha condotto Garofalo a scrivere l''Interlude dans le soir - d’après l’après-midi d’un faune' è fiorita a conclusione dell’anno debussyano appena trascorso, con una composizione che ha preso spunto dal suggestivo 'Prélude à l’après-midi d’un faune' di Debussy, appunto, volendone essere una ideale (e forse un po' 'presuntuosa', come ha ammesso lo stesso autore) prosecuzione.  

Nelle note del programma di sala, leggiamo che 'Il 22 dicembre 1894 a Parigi, presso la Salle d’Harcourt della Société nationale, in rue Rochechouart, avvenne la prima esecuzione del Prélude à l’après-midi d’un faune. Molte cose nella storia della Musica, da quel momento, non sarebbero più state le stesse. Basata sull’egloga di Stéphane Mallarmé, l’opera di Debussy descrive le esperienze sensuali di un Fauno che si è appena svegliato da un sonno pomeridiano sullo sfondo di un paesaggio dai colori mediterranei e racconta delle ninfe che ha incontrato (o ha immaginato di incontrare) la mattina, prima di tornare a rifugiarsi nella languida solitudine del sogno. L’idea iniziale comprendeva, quanto meno nel titolo, la stesura, oltre che del Prélude, anche di un Interlude e di una Paraphrase finale. Non sembra, ad oggi, che la scelta sia poi ricaduta solo sul primo per ragioni “narrative”; sappiamo, infatti, che sin dal principio Debussy si propose di realizzare non tanto una sintesi, ma un’illustrazione molto libera di quelle impressioni fuggitive: così fece, consegnando alla Storia il solo Prélude, ma rendendola orfana di tutti i ludi ulteriori, riflettendo, in fondo, il senso dell’opera stessa: ciò che poteva essere e non è stato.

Si è deciso, dunque, che il racconto del Fauno trovasse un suo possibile proseguimento (e non una conclusione), riprendendolo proprio dove, Mallarmé prima e Debussy poi, lo avevano lasciato: nel sogno'.

Il concerto ha visto la partecipazione di due danzatori 'aerei' della compagnia di balletto 'ResExtensa' diretta da Elisa Barucchieri, che hanno impersonato il fauno e una ninfa dei boschi.
Sul palco del Fusco si sono esibiti la flautista Marta Lorenza Grieco, la pianista Cinzia De Cataldo, un quaretto d'archi composto da Teresa Laera, Flavia Truppa (violini), Donatella Lisena (viola) e Mirko Sciambarruto (violoncello) e dall’Ensemble 'Orchestra Taras', diretto dallo stesso Nadir Garofalo e che ha eseguito la rara versione del Prélude à l’après-midi d’un faune per undici strumenti, curata da Arnold Schönberg e realizzata da Benno Sachs nell’ottobre del 1920, seguita dall’Interlude dans le soir (Nadir Garofalo, 2018): tre quadri a tinte impressioniste che provano a svelare il mistero pomeridiano dell’esistenza, ma senza anticipare il mistero notturno del nulla, proiettando nuove ombre, nuovi chiaroscuri e, per questo, nuovi orizzonti d’attesa, smuovendo l’immanenza di un tempo assoluto, apicale, già inclinato verso il crepuscolo.

In un bel teatro quasi al completo, un pubblico entusiasta ha apprezzato il concerto tributando calorosi applausi. Un nuovo successo degli 'Amici della Musica' dopo i concerti di avvio stagione con l'Orchestra Popolare della Notte della Taranta e quello di Irene Grandi con i Pastis.

Questo il programma:

Claude Debussy  (Saint-Germain-en-Laye, 1862 – Parigi, 1918)  Syrinx (flauto) 

Claude Debussy   (Saint-Germain-en-Laye, 1862 – Parigi, 1918)  Rêverie (piano)    

Cinzia Decataldo  (Taranto, 1988)  Tre miniature  Un gioco  Ninna Nanna  Nenia Grika    

Jules Mouquet  (Parigi, 1867 – 1946)  La flûte de pan  Pan et les berges  Pan et les oiseaux  Pan et les nymphes    

Nadir Garofalo  (Taranto, 1986)  Confidenze di una Musa  Quartetto n. 1 op. 2    

Claude Debussy  (Saint-Germain-en-Laye, 1862 – Parigi, 1918)  Prélude à l’après-midi d’un faune Versione per 11 strumenti (Schönberg/Sachs)    

Nadir Garofalo   (Taranto, 1986)  Interlude dans le soir  - d’après l’après-midi d’un faune Op. 14   

Photo courtesy: Carmine La Fratta

15/01/2019 - Pubblicato da Telepatti.it
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